Cosa sostiene un Brand. Il racconto con DeerSpensa Studio.

Un percorso, sei mani, sette appuntamenti: Silvia, Pier ed io ti mostreremo come Personal Brand e Fotografia si intrecciano, e come servano entrambi per esprimere ciò che c’è dietro al tuo Business, raccontare la tua storia e coinvolgere il tuo Cliente Ideale. Dal punto di vista del professionista, e del Cliente.

La prima puntata di questo percorso spetta a me, Giulia. La collaborazione con Silvia e Pier di DeerSpensa Studio è nata quando ci siamo affidati l’una agli altri per i nostri servizi: io li ho aiutati a definire la loro Strategia di Brand e ho progettato il nuovo Marchio e l’identità visiva per il loro studio; e loro mi hanno seguito in un percorso di espressione fotografica che si è concluso con uno shooting molto emozionante.

Silvia e Pier hanno scelto il percorso Hasu, che prevede la definizione della Brand Strategy e poi la progettazione dell’Identità Visiva.

Un percorso da fare insieme.

Se c’è una cosa che voglio sia chiarissima a chi sceglie di lavorare con me (o a chi sceglie di non lavorare con me, anche) è che a me non interessa progettare un Marchio “chiavi in mano”, perché sono convinta che quelli non funzionano.

Con questo, intendo che il lavoro si fa in due: io ci metto l’esperienza, la mia conoscenza, e di sicuro anche le capacità tecniche; ma il Cliente deve essere disposto a impegnarsi. Abbiamo detto che il Brand deve essere l’espressione di valori, della missione, di quella scintilla speciale: per tirarli fuori, è necessario che il Cliente sia disposto a guardarsi dentro, e anche a lasciarsi vedere.

I primi step nella costruzione di un Brand.

Tutti gli ingredienti fondamentali per cucinare un Brand sono già tutti dentro alla testa – e alla pancia – del Cliente. Però non è sempre facile tirarli fuori. Spesso l’idea di business è poco più di un’intuizione; altre volte succede che ci si è riflettuto su così a lungo da aver perso lucidità, e chiarezza.

La prima parte del mio lavoro consiste nell’aiutare il Cliente a capire che sì, la sua idea è valida; sì, può coinvolgere altre persone; sì, si può fare.

Per cominciare a costruire il Brand per un mio Cliente mi serve è una conoscenza approfondita, direi quasi intima, dei desideri, delle ambizioni, delle motivazioni che stanno dietro all’attività per cui sto lavorando.

Il percorso parte con un workbook che serve ai miei Clienti per rientrare in connessione con la loro Visione: cioè quella cosa che risponde alla domanda “che impatto il mio lavoro deve avere sul Mondo?”. Perché un impatto ce l’avrà, fosse anche piccolino: e bisogna che sia chiaro quale deve essere. Questo workbook è un regalo da parte mia ed è il punto di partenza ideale perché, per fare tutto il lavoro che ci aspetta, servono una chiarezza di intenti e un focus eccezionali.

Dopo il lavoro sul workbook chiedo ai miei Clienti di compilare – per iscritto! – un Questionario molto, molto approfondito. Parliamo di circa una decina di pagine di domande, quiz e giochi che mi servono per esplorare l’identità di chi ho davanti, e soprattutto capire come questa si debba riflettere nel Brand.

A questo punto è il momento di parlare: organizzo una call via Skype della durata di un’ora e mezzo (minimo). Iniziamo con l’esame del lavoro che il Cliente ha fatto, fino a questo punto, sul workbook e col Questionario: per sciogliere il ghiaccio. Poi partiamo con una serie di domande e ragionamenti che devono permettere al Cliente di mettere in luce alcuni concetti. Il fatto è questo: io so che, dentro di loro, hanno un’idea precisa di cosa vogliono costruire, come, e per chi. Ma molto spesso questa idea è ben sepolta, nascosta; e ci vuole giusto un po’ di aiuto per tirarla fuori e metterla in una forma che sia concreta, e su cui si possa costruire un vero business.

Brand significa fare luce.

Quasi tutti gli aspetti del mio mestiere mi piacciono da impazzire (poi vabbè, c’è la contabilità che invece…) ma se dovessi indicare il momento, nel mio lavoro, che mi dà più soddisfazione parlerei proprio di questo: c’è un momento, durante le consulenze online, in cui al Cliente si illumina il volto; per un istante è trasfigurato da un’espressione che dice “è vero, è proprio così: ce l’ho avuto davanti agli occhi per tutto il tempo, ma l’ho visto solo ora”.

Questa prima fase del lavoro serve a questo: a permettere al Cliente di prendere coscienza di chi è, perché fa quello che fa e di chi è al servizio.

Son tutte cose che ha già dentro di se, ma serve un piccolo aiuto per tirare tutto fuori, alla luce.

Questo è il racconto della prima fase di lavoro sul Brand visto dal mio punto di vista; e chi sta dall’altra parte, quella del Cliente, cosa ne pensa? Ecco il commento di Silvia e Pier:

“Già al primo impatto, Giulia ci ha conquistato con la sua professionalità accompagnata da una buona dose di simpatia e organizzazione impeccabile. Lo ammettiamo, ci siamo spaventati davanti al lavoro di ricerca per completare il workbook e il questionario. Possiamo dire però che quello che ne è uscito vale tutto il lavoro fatto e anche di più. Abbiamo avuto modo di riflettere e indagare molti aspetti della nostra visione, per darle una forma riconoscibile ai nostri occhi e quindi più semplice da comunicare al nostro target.”