Differenza fra Target e Cliente Ideale.

Ecco due termini che trovi, di certo, spesso quando leggi di Marketing o strategia di Brand: Target e Cliente Ideale. Se non stai attenta potresti confondere i due ma non sono la stessa cosa, ed è importante che tu capisca come e perché.

Sei una imprenditrice, e gestisci la tua attività con le tue mani. Per farlo studi davvero un sacco, ti tieni aggiornata e cerchi di imparare tutto quel che c’è da sapere. Ti tieni informata sui blog, sui Social, attraverso libri e manuali e, fra le varie “materie” a cui ti dedichi, c’è il Marketing. E il Brand.

In questi blog, Social, libri e manuali ti è capitato di incontrare i termini “target” e “buyer persona”, o “cliente ideale”, vero? Di certo sì, perché si tratta di argomenti davvero importanti e, proprio per questo, è cruciale che tu capisca bene la differenza e non rischi di confondere il significato.

Target e Buyer Persona non sono la stessa cosa.

Quando lavoravo in Agenzia, ricevevo in continuazione dei Brief con le indicazioni circa il Target a cui la campagna pubblicitaria che dovevamo ideare puntava. La definizione di quel Target era sempre vaga – certe volte in modo davvero allarmante. Leggevo indicazioni come: persone fra i 18 e i 65 anni.

Questa definizione include circa il… non so, 60% della popolazione mondiale? In pratica, era una informazione inutile che serviva solo a dirmi che il Cliente non aveva idea di chi fosse il suo interlocutore, a chi voleva comunicare e, in definitiva, il suo obiettivo era solo fare più chiasso possibile, così che più persone possibile sentissero il loro messaggio e, magari, decidessero di acquistare il loro prodotto o servizio.

Che, per la cronaca, è una strategia di Marketing che non funziona più da almeno venti o trenta anni.

Questa piccola storiella serve a strapparti un sorriso, sì; ma anche a farti capire perché non sottovalutare lo studio di Target e Buyer Persona, e anche per introdurti la differenza fra i due termini.

Il Target si riferisce ad un campione di riferimento.

“Target” in inglese significa bersaglio. Prova a immaginare il bersaglio del tiro con l’arco, o delle freccette. L’obiettivo non è un punto, ma un’area. Bene, quando parliamo di Target nel Marketing ci riferiamo allo stesso modo ad un’area: una zona, un insieme che comprende un gruppo di persone che hanno caratteristiche in comune.

Ad esempio, il Target di Nemawashi Studio comprende tutte quelle persone che rispondono a queste caratteristiche: sono italiane, sono donne, hanno una attività imprenditoriale che gestiscono in prima persona, hanno circa tra i 27 e i 43 anni, una buona istruzione, probabilmente parlano l’inglese abbastanza bene, di certo sanno usare computer e Social Network… eccetera, eccetera.

In questa area rientrano tutte le persone a cui sono interessata che arrivi il mio messaggio perché è probabile che abbiano bisogno di ciò che io offro, hanno i mezzi per capire di cosa sto parlando e hanno la disponibilità economica per acquistare i miei servizi.

La Buyer Persona è una figura immaginaria.

Se il Target descrive un gruppo generico di persone “senza volto”, accomunate da alcune caratteristiche demografiche, la Buyer Persona è del tutto diverso.

Serve a dare un volto, un nome, una personalità e, in sostanza, una tridimensionalità al nostro interlocutore. Il Target deve rimanere generico perché disegna un’area; la Buyer Persona deve scendere nel dettaglio perché deve stringere ad un punto.

La Buyer Persona descrive una figura immaginaria, ma può darsi che assomigli davvero molto a qualche cliente con cui hai già lavorato. In quel caso: congratulazioni! Vuol dire che hai saputo attrarre le persone giuste.

Conoscere il Target serve a sapere dove comunicare, cosa offrire, come raccontarlo; conoscere la Buyer Persona serve a parlare il giusto linguaggio, toccare le giuste corde emotive.

In altre parole, hai bisogno di entrambi.

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