Come uscire dalla Comfort Zone.

Nel business, come nella vita, la prudenza è una virtù utile e raccomandabile. Ma nel business, come nella vita, a volte si rischia di eccedere anche in quella. Perché la prudenza, quando diventa così tanta da impedirci di provare qualcosa di nuovo, diventa pericolosa.

For a human being, nothing comes naturally. We have to learn everything we do.

Questa citazione viene da uno dei miei libri preferiti; che, se te lo stessi chiedendo, è La Lama Sottile di Philip Pullman.

Noi essere umani, purtroppo, siamo programmati per imparare le cose a furia di errori. O forse tu hai scoperto come si cammina senza dare neppure una culata a terra? Può darsi che da qualche parte nell’Universo ci sia una forma di vita che può apprendere nozioni senza fare neppure un tentativo sbagliato. Ma quella forma di vita non siamo noi.

Se vuoi crescere devi uscire dalla tua Comfort Zone, baby. E imparare la differenza fra prudenza, e paura.

Che cos’è la Comfort Zone?

Tanto per cominciare direi che è lo spauracchio di qualsiasi imprenditore, libero professionista e artigiano. È quel posto dove stai tanto comodo, tanto a tuo agio che… quasi quasi ti fai un sonnellino. È quel posto dove sei al sicuro: consapevole di quello che succede e ragionevolmente al riparo da imprevisti, inconvenienti, errori, scivoloni. È quel posto dove non accade mai niente.

Ora, io lo so che la saggezza popolare t’ha insegnato che “niente nuove, buone nuove” ma devo dirti che non è così. Non sempre, e quando parliamo di business allora quasi mai.

A ben pensare, tu di novità ne dovresti volere tante: nuovi clienti, nuove recensioni positive, nuove idee, nuovi servizi, nuovi lanci, nuovi prodotti, nuove collaborazioni, nuovi canali di vendita…

La vita (del business) e là, fuori dalla zona di comfort.

Vedi bene che devi lasciare spazio alle novità di entrare, e sappi che in quella famosa zona di comfort di spazio non ce n’è: è tutto occupato da te e da quel che è sicuro. Lo so che le innovazioni e i cambiamenti fanno un po’ paura, perché non sai ancora cosa si portano dietro: difficoltà tecniche? Possibilità di errori? Fatica?

Ebbene, la scelta è semplice. Vuoi crescere, cambiare, evolvere? O preferisci restare proprio lì dove sei ora?

Oh, nessuno dice che uscire dalla Comfort Zone sia obbligatorio; però guardiamo in faccia la realtà: una azienda che non si innova ha buone chance di finire dimenticata.

Quando si tratta di prudenza, e quando di paura?

I confini della nostra zona di comfort a volte non sono ben chiari nemmeno (o, forse, sopratutto) a noi. Potremmo essere genuinamente convinti di stare evitando qualcosa per sana prudenza quando, invece, a guidarci è solo la paura. Come imparare a riconoscere la differenza?

Attraverso un dialogo interiore onesto, ecco come. Devi prendere confidenza con le sensazioni fisiche che provi quando hai paura: la mia, per esempio, si concentra tutta alla bocca dello stomaco ed assomiglia ad un senso di nausea. Quando avverto quella sensazione, capisco che è la paura che cerca di dirmi qualcosa.

Guarda che la paura non è tua nemica, anzi; è una reazione che ha il solo scopo di difenderti, di impedirti di inciampare. Ma, come dicevamo prima, qualche scivolone è necessario per imparare a camminare, e poi magari pure correre, e alla fine vincere la maratona di New York.

Quando sei in dubbio, ecco cosa puoi fare.

Riconoscere, e superare, la paura.

  1.  Quando ti blocchi di fronte ad una novità, fermati e chiudi gli occhi; fai attenzione alle sensazioni corporee che provi. Senti qualche fastidio? Dove? Hai già avvertito le stesse cose in passato? Se la risposta è sì, e ricordi di averla provata di fronte ad una situazione di pericolo, hai la tua risposta. Quella è paura.
  2. Non cercare di annullare la paura, è inutile. Anzi, più ti dai da fare in questo, più in realtà finisci per alimentarla. Cerca di dialogare con la tua paura; se necessario, instaura una vera e propria conversazione a voce alta con te stessa. Fatti una domanda, e poi datti una risposta. Paura, da cosa mi vuoi proteggere? Indaga le sue ragioni. Alla fine, però, falle questa semplice dichiarazione: riconosco che sei qui difendermi e ti ringrazio. Ma, in questo momento, ho bisogno che tu mi permetta di correre questo rischio, perché è l’unico modo che ho di andare avanti.
  3. A questo punto puoi integrare con degli esercizi di respirazione, se ne senti il bisogno. Inspira per 5 secondi, trattieni l’aria per 5, espira per 5, aspetta ancora 5 secondi e poi ricomincia.
  4. Ora studia il tuo piano di azione per uscire dalla zona di Comfort senza doverti sbilanciare troppo o sentirti a disagio. Puoi avanzare al ritmo che senti più giusto per te e, in ogni caso, ricordati quel che insegna la saggezza orientale: anche un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo.

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