Intervista a Giada Carta, Soulful Mentor.

Se oggi non ho paura a definirmi una imprenditrici lo devo anche a lei: Giada Carta. Come Soulful Mentor, Giada mi ha insegnato prima di tutto a credere nelle mie capacità e nella mia Visione, e mi ha dato un metodo di lavoro – lo stesso che uso oggi ed ogni giorno per gestire il mio business e tenerlo sulla giusta rotta per la crescita che sogno. Ho fatto a Giada qualche domanda sul business.

Giada è sarda e del segno dello scorpione: ricetta perfetta, ho scoperto, per ottenere una personcina diretta, franca, appassionata. La sua missione è aiutare le donne a costruire il mestiere dei propri sogni senza cedere a strane trappole o rinunciare a ciò a cui danno valore nella vita.

Il suo stile miscela spiritualità e ispirazione, ma anche schiettezza: famosi i suoi cazziatoni, che arrivano quando serve a tirare fuori la grinta da una donna. Io, per prima, ho beneficiato più di una volta delle sue strigliate: sempre amorevoli, sempre affettuose… ma rigide al punto giusto.

Perché vi parlo di Giada? Perché fra pochissimi giorni ripartirà la sua Cura Soulful Business, che è stato proprio il primo passo che io ho fatto per dare un grandissimo sprint al mio business, e voglio condividere con voi tutta la ricchezza che deriva da questo percorso gratuito. La Cura dura due settimane e, passo dopo passo, ti porta a stabilire tutti i presupposti per il successo del tuo business.

Ho fatto qualche domanda a Giada per spillarle tutte le perle di saggezza più importanti per chi, come me, gestisce la propria attività e vuole vederla crescere e fiorire. Buona lettura!

Cosa significa essere una Soulful Mentor? Cosa fai per le donne? 

Sulla carta le aiuto semplicemente a creare, con metodo e fiducia, un business online di successo, senza rinunciare alla propria anima o al tempo per sé e raggiungendo comunque l’abbondanza economica. 

In realtà, però, il mio lavoro è molto di più: ho scelto di focalizzarmi sul lavoro e sui soldi perché non possiamo farne a meno e sono tra gli strumenti più importanti per raggiungere l’indipendenza e la libertà, ma il vero scopo del mio lavoro è ricordare alle donne che, nonostante millenni di patriarcato si siano applicati per farcelo dimenticare, abbiamo il potere di creare esattamente la vita che desideriamo e, insieme ad essa, un mondo diverso da quello in cui abbiamo vissuto fino ad oggi. 

Il lavoro copre quasi sempre la maggior parte del nostro tempo: da dove cominciare a riprenderci il potere quindi, se non da qui? 

Già da una prima occhiata si capisce che hai trovato la formula alchemica per l’oro: hai scoperto come trasformare ciò che ti piace fare e che ti viene meglio in una fonte di reddito. Ma allora, se hai potuto farlo tu possiamo farlo tutte? 

Penso che tutte possiamo fare tutto, se ci proviamo abbastanza e troviamo il nostro modo per farlo

Forse non sempre è facile, ma se capiamo per cosa siamo nate e ci mettiamo al servizio di quella missione diventiamo inarrestabili. 

Il segreto è lavorare con costanza su se stesse per abbattere i limiti che ci mettiamo da sole, non arrendersi davanti agli inevitabili fallimenti (semplice sintomo del fatto che stiamo provando e imparando a fare qualcosa di nuovo) e restare concentrate sul cambiamento che vogliamo fare nel mondo con ciò che stiamo tentando di fare. 

Non vuol dire che dobbiamo tutte impegnarci a trovare la cura per l’AIDS: anche aggiungere bellezza al mondo con una meravigliosa borsa fatta a mano con materiali etici o aiutare le persone a credere di più in se stesse con un percorso di coaching fa la differenza, e sono i piccoli cambiamenti che sommati trasformano il mondo! 

Sei una di quelle che ha fatto il grande salto e, da dipendente, hai scelto di metterti in proprio. Come è stato affrontare questo cambiamento, e cosa hai imparato? 

Devo dire che, nel mio caso, è stato relativamente facile: mi ero fatta tutto un piano lungo e rigoroso per fare il grande salto, ma a un certo punto non ce l’ho fatta più e l’ho completamente ignorato per dare le dimissioni da un giorno all’altro perché i miei valori e il mio modo di essere erano ormai inconciliabili con la realtà aziendale in cui lavoravo allora. 

Insomma, quando ti offrono l’ennesima promozione e ogni fibra del tuo essere vibra “NO” direi che non si può fare altro che ascoltarla, giusto? 

Così l’ho fatto, ho ascoltato il mio intuito e, nonostante non avessi una lira da parte e non fossi economicamente preparata come avevo pianificato, mi sono buttata comunque: mi sono data un tempo e ho deciso che, se entro un anno il mio business non avesse ingranato, mi sarei cercata un altro lavoro come dipendente per continuare a sostenerlo, ma ho fatto tutto con grande fiducia e un’enorme motivazione perché il pensiero di tornare a fare la dipendente per me equivaleva all’inferno. 

Forse è anche per questo che ho chiuso il primo anno oltre il mio obiettivo, di tornare a fare la dipendente non se ne è più parlato e da questo inizio ho imparato tre cose: che il mio intuito ha sempre ragione, che per funzionare nel business servono prima di tutto fiducia e motivazione incrollabili, e che non sempre il momento giusto per fare le cose è come ce l’eravamo immaginato nei nostri piani super dettagliati e a prova di ansia. 

Nella gestione della propria attività, soprattutto agli inizi e quando le possibilità di delegare sono limitate, ci ritroviamo a indossare tante divise: amministratrici, social media manager, contabili… Come si fa a trovare l’equilibrio? 

Prima di tutto ricordando che i cambiamenti richiedono tempo e pazienza e che non siamo onnipotenti. 

Soprattutto se nella nostra vita precedente come dipendenti eravamo abituate ad avere tutto sotto controllo e a essere delle organizzatrici imbattibili, bisogna sapere che non possiamo avere la stessa efficienza quando ci mettiamo in proprio e siamo sole, per il semplice fatto che non dobbiamo più ricoprire un solo ruolo ma ne dobbiamo ricoprire tipo otto. 

Il mio consiglio è di non partire con l’idea di dover fare tutto subito e di dover essere ovunque: è meglio fare una cosa per volta, diventare brave in quella cosa e in quel ruolo, e poi passare ad altro. 

E cosa dici a chi si sente sopraffatta e non riesce più a trovare spazio e tempo per se stessa? 

Soprattutto quando lavoriamo da sole, il nostro business non può esistere senza di noi

So che si pensa che, specialmente all’inizio della propria carriera da imprenditrici, lavorare incessantemente sia d’obbligo, ma non andremo molto lontano esaurendo tutte le nostre energie

Fare del tempo per noi stesse una priorità è vitale non solo per noi ma anche per il nostro lavoro, perché lo facciamo meglio se siamo cariche e riposate, e quando parlo di tempo per noi stesse parlo di tempo passato in solitudine a nutrire la nostra anima, non di tempo libero sulla carta che poi passiamo a pulire casa o a prenderci cura di bambini, partner o altra gente a caso che non siamo mai noi! 

Non mi risulta che qualcuna abbia mai vinto un premio per essersi uccisa di lavoro, ma sono certa che intervistando le donne che troneggiano su Forbes o Business Insider scopriremmo che ognuna di loro sa come mettere confini e ritagliarsi del tempo per prendersi cura di sé

Parliamo un attimo di Personal Branding? Quanto è stato importante, per la tua carriera, lavorarci su? 

Da 1 a 10 direi 27! La chiarezza è fondamentale nel business

Hai mai provato a spiegare a qualcuno il significato di una parola che non conosci? Ecco, pensare di fare marketing senza avere un Personal Branding chiaro è la stessa cosa, e vedi bene che non può funzionare. 

La fretta non paga quando vogliamo avere successo: come dicevo ci vuole pazienza per ottenere risultati, e avere pazienza significa anche non bruciare le tappe, passando alla comunicazione e alla vendita senza prima avere ben chiaro cosa vogliamo comunicare. 

Il Personal Branding è stato proprio la primissima cosa su cui ho investito io, e posso affermare con certezza che è stato uno dei fattori determinanti nella rapidità della crescita della mia azienda. 

Ci lasci con una perla di saggezza? 

L’unica cosa che mi sento di dire sulla saggezza è che non è quasi mai dove la cerchiamo, ovvero fuori di noi. Si trova dentro, invece, in quella voce potente e antica che è l’intuito e che sa sempre guidarci, se la ascoltiamo. 

Spogliarsi dei condizionamenti esterni e tornare a noi stesse, a quello che davvero siamo nate per diventare e a quello che davvero sogniamo, senza ascoltare più niente e nessuno è quello che permette di trovare quella fonte di potere inarrestabile di cui parlavo all’inizio. 

Vale per il business ma anche per la vita, e per qualunque desiderio abbiamo: ascolta la tua voce, e niente sarà impossibile. 


Io ringrazio tantissimissimo Giada per aver risposto alle mie domande, aperto la mia mente e illuminato la mia via da imprenditrice. Puoi leggere di più su Giada e quello che fa sul suo sito, seguendola su Instagram e Facebook oppure guardando tutti i suoi video su YouTube.