No, Marchio e Logo non sono la stessa cosa.

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Spesso mi è capitato di sentire qualcuno (a volta, anche sedicenti “esperti” del settore) usare i termini Marchio e Logo allo stesso scopo: come fossero sinonimi. Niente di più sbagliato! Si tratta di due elementi dell’Identità di una azienda; e se ti occupi di gestire la comunicazione della tua attività ti farà comodo sapere in cosa differiscono.

Se non ti occupi di Grafica e sei interessato a questo articolo perché magari gestisci da solo il Marketing del tuo negozio, forse ti basterà sapere che una delle differenze più importanti fra Marchio e Logo è giuridica: infatti, se intendi difendere l’identità della tua azienda, puoi registrare il Marchio. E il logo è inteso come un elemento, peraltro non necessario, del Marchio. Non ti preoccupare, ora ti spiego meglio.

Il Logo

Logo” è l’abbreviazione della parola “logotipo”, che viene dall’unione del greco λόγος «parola» e dell’inglese type «lettera». Il termine ha avuto origine delle tipografie a caratteri mobili – in particolare si riferiva a quei gruppi di due o più lettere fuse insieme.

Oggi, che la tipografia e la comunicazione si sono parecchio evolute, si riferisce a quel “modo particolare con cui sono tracciati i segni grafici del nome di una azienda o di un prodotto, e che di solito ne costituisce anche il marchio.” Fonte Treccani.

Mi piace molto questa definizione, perché sottolinea due aspetti molto importanti:

il carattere di unicità: un Logo deve essere sempre inedito, nuovo, riconoscibile;

la sovrapposizione, certe volte, con il Marchio: perché si tratta di due cose diverse, ma a volte possono coincidere.

Un Logo oggi non è più composto soltanto da caratteri tipografici, come in passato; in effetti, esistono diversi elementi. Vediamo qualche esempio per capire meglio.

Questo è quello che chiamiamo un Logotipo: un segno grafico formato semplicemente dal nome del Brand. Altri esempi di questo genere di logo sono la Coca-Cola o Google.

Le cose si evolvono: accanto al logotipo (in questo caso sopra) compare un pittogramma. Un disegnino, insomma.

Infine, qui vediamo il terzo elemento che può comporre un Logo. Oltre al Logotipo e al pittogramma, in questo caso abbiamo un pay-off. Si tratta di un testo, spesso breve, che ha lo scopo di riassumere in modo efficace l’essenza di un Brand. La sua missione e la sua visione.

Il Marchio

Ma allora, se tutte queste cose compongono il Logo, al marchio che cosa è rimasto?

In diritto, per “marchio” si intende un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolare parole (compresi i nomi di persone), disegni, lettere, cifre, suoni, forma di prodotto o della confezione di esso, combinazioni o tonalità cromatiche, purché sia idoneo a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli delle altre. Fonte Wikipedia.

Insomma, il Marchio è tutto quello che può identificare un Brand e renderlo riconoscibile.

Ad esempio? Se ti parlo di una barretta di cioccolato di forma triangolare, scommetto che ti viene subito in mente un nome preciso.

Quindi il Logo è una parte del Marchio; e il Marchio potrebbe essere composto anche solo dal Logo, ma non è detto. Potrebbe trattarsi solo di un nome, ad esempio.

Il Marchio, come abbiamo detto, può essere registrato, come tutela rispetto alle contraffazioni. In base alle tue necessità, puoi registrarlo per il solo mercato italiano, europeo o puoi estenderlo ai paesi extra-comunitari.

Inoltre, la legge distingue diverse tipologie di Marchio in base agli elementi che lo compongono. Esistono

marchi Denominativi composti da lettere, parole e numeri o una combinazione di caratteri (ad esempio, IKEA);

marchi Figurativi composti da soli elementi grafici (ad esempio, le eliche della BMW);

marchi Figurativi contenenti elementi denominativi, quando ad un disegnino si accosta un testo (ad esempio il baffo e la scritta Nike);

marchi di Forma, che coprono le forme tridimensionali o di packaging (ad esempio, la celebre bottiglietta della Coca-Cola);

marchi di Forma contenenti elementi denominativi (ad esempio, il Toblerone di cui sopra con relativo nome);

e altri ancora. Come spesso accade, quando ci si addentra nel Diritto si apre un vaso di Pandora.

Spero che questo articolo sia stato utile: ora non dovresti avere più alcun dubbio circa le differenze fra Logo e Marchio. E questo ti potrà essere utile quando avrai bisogno di confrontarti con un “professionista” che invece sembra avere le idee confuse.

Se l’articolo ti è piaciuto, ricordati di farmelo sapere nei commenti! Pensi che potrebbero esserti utili altri pezzi del genere? Magari sulla differenza fra Marchio e Marca?