Buttati!

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Ci sono studi scientifici un po’ per tutto. Beh, ce ne sono alcuni che ci dicono che il perfezionismo è in aumento e che non va per niente bene. La ricerca della perfezione porta all’immobilismo – che è il contrario di progresso e crescita. Anche per un piccolo business.

 

“Ho voluto la perfezione e ho rovinato ciò che andava bene.”

Claude Monet

 

Quante spesso ti trovi a rifinire un progetto perché “non è ancora perfetto”?

Quante volte riscrivi una mail perché “non è ancora perfetta”?

Quanti fogli stracciati, bozze stralciate, schizzi cancellati?

Se la risposta è “e chi riesce a tenere il conto?!” allora la mia diagnosi è che soffri di manie di perfezionismo. Niente paura, non è grave… ma il mio consiglio è di correre più presto ai ripari perché questo potrebbe portare a conseguenze più gravi, almeno per la tua attività.

Il perfezionismo nasconde una paura.

Di certo viviamo in un’epoca in cui gli standard sono sempre più alti, l’asticella è sempre un po’ più su. Allora finiamo per rincorrere un’ideale troppo ambizioso – forse irraggiungibile – e non concludere mai nulla. Capita spesso, no? Immagina di lavorare su un progetto, e di rifinire ogni dettaglio fino all’ossessione; continui a ripeterti “appena sarà perfetto lo pubblicherò”… ma la verità è che la perfezione non esiste, che troverai sempre qualcosa da aggiustare e che alla fine quel progetto è condannato a non vedere mai la luce.

In realtà, questa ansia di ottenere il risultato perfetto è solo la maschera di una paura: l’ansia che il nostro progetto non venga ben accolto ci spinge a rimandare all’infinito. Ecco perché è importante imparare a riconoscere la natura del tuo perfezionismo: è una cura positiva, o un’ossessione?

Quando il perfezionismo è uno strumento, e quando un ostacolo.

Lo dico? Lo dico. Il perfezionismo è un po’ come il colesterolo: ce n’è uno buono e uno cattivo.

Il perfezionismo buono è quello utile, quello che ti spinge a dare il meglio di te e a curare con amore e attenzione i tuoi prodotti, i tuoi messaggi, ogni tua azione. Questo è il perfezionismo che ti aiuta, perché ti consente di curare bene la tua immagine e quella del tuo Brand, ma non ti impedisce di arrivare finalmente al punto.

Il perfezionismo cattivo, invece, è di sicuro dannoso ed è quello che ti descrivevo poco fa. È una forma di paura, ti porta a procrastinare di continuo e a rincorrere un ideale che non esiste.

Vincere la paura.

Per combattere il perfezionismo ci vuole un po’ di allenamento. Sai perché lo so? Per esperienza diretta. Sono stata (e in certi casi lo sono ancora) una perfezionista provetta. Pensa che avevo l’abitudine di comprare agende carinissime e poi lasciarle inutilizzate perché “non so scrivere bello e ordinato come in certe foto su Pinterest”. E questo è solo uno dei tanti esempi che potrei farti.

Come si combatte il perfezionismo? Ci sono tanti modi e ognuno è giusto, ma l’importante è che sia giusto per te.

Posso suggerirti alcune idee che hanno funzionato per me, e tu puoi cercare di adattarle alla tua esperienza, al tuo modo di fare, alla tua realtà.

Fai un bel respiro, e parti.

Lo so, è proprio questo il punto: e il mio suggerimento brillante per superare il perfezionismo è solo “superalo”? Beh, per quanto strano possa sembrarti con me ha funzionato. Una volta mi son detta: pubblicherò una cosa sola, e piccola, prima di reputarla perfetta – e poi vediamo come va. E così ho fatto: ho scritto una caption ad un post di Instagram (e all’epoca avevo davvero giusto una ventina di follower) quando ne ero ancora insoddisfatta. Questo piccolissimo “trauma” mi è servito per capire quanto profonde erano le mie paranoie.

Guarda (davvero) come fanno gli altri.

Se hai dei professionisti a cui ti ispiri, che ti sembrano avere il pieno controllo e che hanno il dono di fare tutto alla perfezione… beh, un momento! Ma davvero fanno tutto alla perfezione? No. Di sicuro sono molto bravi, sanno il fatto loro, dimostrano sicurezza e non commettono errori… ma da qualche parte un piccolo difetto c’è. Probabilmente è un refuso invisibile, qualcosa che nessuno nota; ma c’è. E se non ci credi, prova a chiederglielo: scrivi un messaggio alla persona oggetto della tua ammirazione, fagli i complimenti e chiedigli come riesce a fare tutto alla perfezione. Al 99,9% la risposta sarà “Grazie, ma in realtà io i miei limiti li vedo bene; è solo che non bastano a fermarmi”.

Riconosci il valore di un errore.

Avevo da poco aperto la Partita IVA e, nel progettare dei biglietti da visita, ho commesso un errore tecnico. Colpa mia, me ne sono accorta prima che il Cliente vedesse il progetto, ho notificato la cosa e corretto il tiro prima che mandasse in stampa. Nonostante tutto, però, mi sono sentita malissimo. Volevo sprofondare, come il verme verminoso che ero. Ho vissuto di pane e ansie per un paio di giorni, finché non mi è capitato di mettere le mani su un altro progetto di business card per un nuovo Cliente. Che è successo? Che, grazie all’esperienza vissuta, ho saputo migliorare il mio processo di lavoro, prevedere il problema e trovare una soluzione ancor prima che si presentasse. In altre parole, ho imparato dai miei sbagli e – soprattutto – a riconoscerne il valore.

Imparare a combattere il perfezionismo cattivo e, invece, sfruttare quello buono è uno degli esercizi che ti servirà fare, nella tua vita di imprenditore, artigiano o freelance. Parti da questi tre suggerimenti e cerca di adattarli al tuo modo di fare; oppure trova nuove strade. Ma non metterti più i bastoni fra le ruote.