Il processo di ricerca che precede lo Shooting. Il racconto con DeerSpensa Studio

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Un percorso scritto a 6 mani e diviso in 7 appuntamenti: insieme a Giulia, ti mostreremo come Personal Brand e Fotografia si intreccino e quanto sia efficace la loro collaborazione per esprimere ciò che sta dietro al tuo Business. Tutto questo per raccontare la tua storia e coinvolgere il tuo Cliente Ideale. Sia dal punto di vista del professionista che del Cliente.

Eccoci alla 5 puntata di questo percorso alla scoperta del personal branding.

Dopo averti fatto una “testa quadra” – come si dice a Parma – sull’importanza del messaggio per comunicare al meglio con le fotografie, vorremmo portarti dietro le quinte per farti scoprire come funziona il nostro approccio alla fotografia di branding.

COSA SUCCEDE SE SCELGO VOI PER LE FOTO DEL MIO BRAND?

La prima cosa che facciamo quando un cliente sceglie di affidarsi a noi, è cercare di capire se possiamo lavorare insieme. Perché se è vero che è il cliente a dover scegliere noi, riteniamo altrettanto importante concederci la possibilità di lavorare solo con persone che hanno voglia di lanciarsi in questa avventura.

Come per il lavoro di Giulia, anche la fotografia ha bisogno di uno scambio continuo tra cliente e fotografo. Un puzzle da costruire poco alla volta, per portare le idee ad avvicinarsi al mondo delle immagini. Alla fine del lavoro, avremo davanti agli occhi un quadro completo che è proprio quello che ci permette di raccontare al meglio – attraverso la fotografia.

Non esiste fotografia senza fotografo ma non esiste nemmeno senza la connessione tra il nostro immaginario e quello del cliente. Per arrivare ad un equilibrio che faccia sentire soddisfatti entrambi, seguiamo un percorso preciso. Ti va di scoprirlo? Tra poco ti sveliamo tutto.

DIETRO LE QUINTE

Ora ti facciamo entrare nel nostro modo per raccontarti tutto quello che succede dopo averci inviato il questionario compilato:

1Individuiamo nelle risposte le tue necessità, quelle del tuo brand e i tuoi gusti personali. Subito dopo iniziamo a fare un elenco. Immaginalo come un riassunto di ciò che hai scritto, mixato alle idee che ci vengono in mente nel processo di lettura.

Questo ci serve come guida, per avere sempre bene in mente il quadro generale e non andare fuori tema. 😉 Non è la classica lista della spesa ma un insieme di parole, immagini, citazioni, colori e forme. Dobbiamo entrare in un nuovo mondo, sentirne le emozioni e i profumi, imparare a conoscere il modo in cui vuole raccontarsi e la materia di cui è composto. Solo così possiamo trovare il modo giusto per presentartelo, o meglio, ri-presentartelo (cosa che poi facciamo attraverso la moodboard – punto 4)

2 – Lavoriamo sulla visione del brand, analizzando i valori da trasmettere per creare un racconto nel quale il cliente si potrà riconoscere.

Dopo una prima ricerca che si basa più sulle nostre sensazioni, iniziamo a capire quali sono i punti in cui le idee che abbiamo avuto possono andare ad incastrarsi alle necessità tue e del brand. Quelle che non funzionano devono essere messe da parte, per non creare confusione nella comunicazione. In poche parole: eliminiamo ciò che non serve. Anche in questo caso, il questionario iniziale, ci aiuta a mantenere una visione in linea con i valori da trasmettere.

3Studiamo la palette colori per andare ad individuare i punti di forza e portarla a rispecchiare completamente il brand.

Questo è il momento in cui scegliamo, dalla palette colori (che se hai lavorato con Giulia, avrai già), quelli che ci sembrano più adatti per ogni situazione che andremo a fotografare. Ci spieghiamo meglio: ogni sfaccettatura del tuo lavoro, può essere rappresentata in molti modi diversi. A noi piace dividere queste sfaccettature per argomenti e poi definire delle “aree di colore” per ogni argomento. In questo modo l’osservatore riconoscerà immediatamente ciò di cui parli. Non è una cosa immediata ma lavora ad un livello sottile e molto efficace nel tempo. Per questo motivo cerchiamo di mantenere un’armonia cromatica che riproponga i colori della tua palette nelle fotografie, mixandoli. Più si rafforza l’identità, più chiaro arriva il messaggio.

4 -Ci prendiamo circa 2 settimane per presentare una moodboard. In questo tempo, uniamo tutte le ricerche precedenti per preparare un pdf con i dettagli per lo shooting.

Immaginati come un attore che si prepara ad impersonare un ruolo, devi poter avere le giuste indicazioni per muoverti nella scena. Ecco, noi siamo qui per darti tutto ciò che serve. Nel pdf uniamo: fotografie, idee di oggetti che potranno servirci, situazioni da creare, location, consigli per cosa indossare, riassunto dei colori da utilizzare e un accenno di come ci piacerebbe realizzare sia le fotografie che la post produzione. Qui sotto trovi un estratto della moodboard che abbiamo preparato per Giulia.

 

5Discutiamo le nostre scelte con te e facciamo un ultimo aggiustamento per allinearci alla perfezione.

Durante la call che solitamente facciamo su Skype, presentiamo la moodboard motivando alcune delle nostre scelte e andando ad approfondire tutti i punti trattati. Questo momento di confronto è essenziale per arrivare allo shooting con le idee chiare. Puoi dirci cosa non ti piace, cosa vorresti modificare e tutto ciò che può esserci utile. Ne approfittiamo per conoscerci ancora meglio e darti qualche suggerimento per la giornata in cui scatteremo le foto. E’ anche l’occasione per discutere degli eventuali formati che ti servono perchè non è il caso di scattare 30 foto verticali se gli spazi in cui le utilizzerai sono tutti orizzontali (quadrati, 4/5, 9/16 o altro).

6Fissiamo la sessione fotografica alla scoperta dell’immagine del brand.

Questa è facile 😉 Ci accordiamo per trovare un giorno e un luogo che calzino a pennello!

Ci piace valutare sia sessioni fotografiche all’aperto che in studio, per alcune situazioni la luce naturale è perfetta, altre invece richiedono un set fotografico che preveda l’utilizzo di flash. Insomma, avrai capito che le variabili sono moltissime e si possono mescolare per arrivare ad una grande personalizzazione.

Ora che abbiamo svelato tutti i retroscena dal nostro punto di vista, ti lasciamo alle parole di Giulia. Scoprire come ha vissuto questo processo ci incuriosisce moltissimo!

“Il lavoro fatto con Silvia e Pier prima dello shooting vero è proprio è stato entusiasmante. Compilare il Questionario mi ha costretta a ragionare in modo lucido, serio e concentrato sui valori, il messaggio e soprattutto i pilastri che sorreggono Nemawashi Studio; è stato un viaggio di ri-scoperta.

Non ho visto il lavoro “dietro le quinte” di Silvia e Pier ma deve essere stato un momento pazzesco, perché quando ho ricevuto la Moodboard la mia reazione è stato un susseguirsi di “Ooooh”, “Uao”, “Vabbè, geniale!” “No, ma che bomba” con gli occhi sgranati.

Questa preparazione iniziale è anche servita a mettermi (un po’) più a mio agio con l’idea di farmi fotografare. Mi sono resa conto di quanto sia davvero profondo il loro lavoro di preparazione, e di come abbiano studiato ogni cosa non solo guidati dall’ispirazione e dalla creatività (che, pure, c’è ed è pazzesca) ma anche da considerazioni pratiche, oggettive: i formati delle foto, a cosa ti serviranno, eccetera. Finita questa parte del lavoro non vedevo l’ora di passare allo shooting. Eccomi, DeMille, sono pronta per il mio primo piano.”