Logo: che fare quando non ti piace più?

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Sono una Brand Designer e, in quanto tale, passo parecchio del mio tempo a progettare loghi e marchi. Non sempre, però, da zero. A volte arrivano da me persone che un Logo ce l’hanno già, che però avvertono la necessità di… cambiare qualcosa. O tutto. In questo articolo vediamo cosa fare quando il tuo Logo non ti soddisfa più come una volta.

Hai presente quando vedi qualcosa e pensi “… meh!”? Ad esempio succede spesso con gli abiti, ci hai fatto caso? Quel vestitino che in negozio sembrava una bomba e poi, quando arrivi a casa e lo tiri fuori dalla busta, non ti ricordi esattamente perché ti aveva conquistato; quel maglione che peschi dalla scatola degli abiti invernali e sollevi il sopracciglio perché lo ricordavi più figo. Sai che i giapponesi hanno una parola per definire questo non-so-ché, questi piccolo fastidio non meglio identificato? Bimyou. Che è un modo carino da dire di una cosa che sì, non è proprio malaccio però… insomma, non è nemmeno ‘sto granché. (E tu lo sai, che questi termini giapponesi mi piacciono un sacco).

Ecco, Bimyou è quella stessa sensazione a volte la provi anche davanti al tuo Logo. Che il suo lavoro poverino lo fa, però…

Mi capita, abbastanza spesso, di ricevere clienti che desiderano proprio aggiustare questa sensazione. E fanno perché insomma, il Logo non sarà la prima cosa a cui pensare quando lavori al tuo Brand ma, di sicuro, non è nemmeno l’ultima o la meno importante.

Allora, che fare?

Beh, per prima cosa c’è da capire un bel po’ di cose. Primo: da dove nasce questa sensazione?

Perché il Logo non ti piace più?

Per risolvere un problema bisogna, è ovvio, andare alla causa. È per questo che, quando un cliente mi parla del suo desiderio di aggiornare il Logo, prima di tutto indago per cercare di individuare quale sia il suo cruccio.

Possono esserci un sacco di ragioni e, a seconda dei casi, le modalità di intervento devono essere diverse. Vediamo un po’…

Hai progettato un Logo secondo le mode, e ora non è più attuale.

Capita. Beh, non dovrebbe capitare ma… sì, capita. È proprio quello che succede con certi vestiti: ti compri l’abitino che hai visto in vetrina o sulle pagine della tua rivista preferita – senza chiederti se in fin dei conti quello è davvero il tuo stile o se quando lo indossi ti senti davvero tu. Insomma, chi non ci è passato?

Coi Loghi accade nello stesso modo: ne vediamo in giro di continuo, sbucano da tutte le parti e – guarda caso – vanno un po’ a periodi. Il fatto stesso che esistano articoli tipo “Le tendenze 2019 per i Loghi” ti fa capire che sì, certe volte seguono la moda.

Ecco, lasciarsi influenzare dalla moda è una di quelle cose che io, ai miei clienti, consiglio di evitare. Perché un Logo, perché sia fatto bene, deve durare un sacco di tempo ma soprattutto deve parlare di te, del tuo Brand. Non equipararti a tutti gli altri, a uno stile, a un trend.

Però, come detto, capita. E poi la moda passa e anche il Logo non ci soddisfa più.

In quel caso, l’unica cosa giusta da fare è: tabula rasa. Si riparte da zero, con una bella analisi del Brand, del messaggio e della Buyer Persona e, solo poi, si inizia a disegnare.

P.s. Ma tu l’hai fatta questa analisi, o hai cominciato subito a pensare al Logo? Fidati, se prima studierai bene l’identità del tuo Brand poi saprai esprimerla parecchio meglio. Come fare? Beh, puoi iniziare da qui.

In realtà, il Logo non è mai andato bene.

Ebbene sì, ho visto capitare anche questo. In particolare, accade quando si salta a piè pari tutta l’analisi dell’identità, tutto il lavoro sulla Mission, tutta la ricerca sul Cliente e ci si lascia convincere da chi dice che il Logo è la cosa più importante su cui devi concentrarti.

Come ben sai, io sostengo esattamente il contrario: il Logo è un veicolo e, prima di tutto, c’è da capire quale messaggio deve trasmettere.

Però, dai, niente di grave. Anzi, in genere è una buona notizia: perché se questo è il tuo caso significa che, finalmente, hai preso coscienza della tua identità e ora è arrivato il momento di avere un Logo che porcamiseria la rappresenti davvero.

Il tuo Brand si è evoluto. Ora deve farlo anche il Logo.

Eh sì. Mica pensavi che un Brand rimane sempre uguale? Per carità! Pensaci: un Brand come-si-deve ha la sua personalità. E quelle evolvono. Non solo è una cosa normale: è anche una cosa buona!

Se il tuo Brand evolve significa che hai imparato ad aggiustare il tiro: hai capito quali sono i tuoi clienti migliori (aka quelli con cui ti piace di più lavorare). Hai capito quali servizi ti riescono meglio, e soprattutto hai intrapreso un bellissimo percorso di crescita. Auguri, cin cin e congratulazioni!

Ecco, quando succede può darsi che il Logo (o il Marchio, in generale) non stia al passo. Di nuovo normalissimo. In questi casi di solito non è necessario ripartire da zero perché, se la tua Identità Visiva era davvero perfetta fino a qualche tempo fa, basterà operare qualche piccola operazione per aggiornarla, permetterle di evolvere – proprio come avete fatto tu, e il tuo Brand.

Rebrand o non Rebrand? Questo è il problema.

Insomma, dipende. Come vedi, ogni caso può essere diverso. L’unica cosa certa è che, prima di tutto, bisogna farsi un po’ di domande – oppure ci penserà il Brand Designer a cui ti rivolgi a fartele.

È il caso di operare un Rebrand radicale o, in fin dei conti, basta aggiornare il Logo? Eccetera, eccetera.

La cosa su cui voglio rassicurarti, però, è questa: non devi aver paura di cambiare qualcosa. Ti do una notizia, ed è una buona: il tuo business deve cambiare. Il cambiamento, in fin dei conti, p alla base di tutto: fai impresa perché volevi cambiare tu e volevi cambiare qualcosa nella vita dei tuoi clienti.

Ci siamo capiti? Allora niente paura! E, se senti che sia arrivato il momento, lanciati senza timore nel rinnovo del tuo Logo.

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