Colori nel Brand Design: il Rosso.

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I colori non si scelgono a caso. Non solo ci sono regole formali, contrasti e affinità fra le varie tinte. No, i colori hanno anche un preciso significato e trasmettono emozioni, sensazioni e messaggi piuttosto specifici. Nel Design – e soprattutto quando si parla di Brand – è importante tenerne conto. In questi articoli approfondiamo un po’ il discorso, tinta per tinta.

Rósso, dal latino rŭssus. Nello spettro visibile, è il colore che corrisponde alle lunghezze d’onda più grandi. È anche uno dei tre colori, insieme al verde e al blu, su cui si basa la tricromia – il metodo che, per sintesi additiva, ci permette di vedere tutti gli altri; e che è usato soprattutto sugli schermi. Tipo, adesso che stai leggendo questo articolo dal tuo computer o dal tuo smartphone, e vedi tutti questi colori… beh, sappi che sono ottenuti dalla composizione dei soli rosso, blu e verde.

Comunque.

Come ben sai, vediamo i colori grazie alla luce e, come ti spiegavo qui, ogni tinta ha la capacità di suscitare sensazioni, emozioni e addirittura reazioni fisiche, in noi. Questa è la ragione per cui, nel design, i colori si usano con discernimento. E, di sicuro, il Brand Design non fa eccezione.

Breve storia del Rosso.

Il rosso è forse il primo colore con cui si sia mai fatta “arte”. Pensa alle pitture rupestri degli uomini primitivi. Certo, è più probabile che la scelta fosse stata dettata più dalla disponibilità delle materie prime da cui veniva ricavata la tinta che non da un effettivo pensiero critico. Ma, tant’è, resta il fatto che i primi disegni degli uomini siano di questo colore.

In epoca romana, il rosso porpora veniva estratto da una conchiglia per nulla economica; era appannaggio di chi se lo poteva permettere e questo ha finito per associare questo colore ad un’idea di regalità, ricchezza. A partire dal XIII secolo, Papa e Cardinali iniziarono a vestire di rosso perché, ehi, la “chimica” aveva già fatto passi da gigante ma procurarsi questa tinta non era ancora né facile né economico. Sulle pale d’altare, la veste della Madonna era spesso rossa – magari affiancata ad un mantello blu.

Certo, però: anche i demoni venivano dipinti con lo stesso colore. La cosa non suscitava dubbi o problemi ma mette in luce un aspetto importante del rosso: la sua ambivalenza. Con la Riforma Protestante, alcune zone d’Europa bandirono il rosso perché si riteneva fosse un simbolo della Chiesa di Roma.

Rosso è il colore delle luci che, tradizionalmente, dovevano segnalare la presenza di un bordello (le origini di questa usanza sono incerte, come puoi leggere su Wikipedia). Il rosso è diventato il colore del Natale, perché è legato all’idea di vita e natività.

La percezione del rosso.

È stato dimostrato, da studi scientifici, che il battito cardiaco accelera se ci troviamo in una stanza con le pareti rosse; aumenta l’adrenalina, ci sentiamo più energici ed aggressivi.

Ma, come dicevamo, il rosso è caratterizzato da una grandissima ambivalenza: incarna allo stesso tempo significati positivi e negativi. Ad esempio, è il colore del sangue; per questo è simbolo di vita e amore, ma anche violenza.

Di sicuro, nella Ruota dei Colori, il rosso è in grado di spiccare: ecco perché viene favorito, nel marketing, quando c’è da “strillare” qualcosa: ad esempio, è il colore dei saldi e dei grandi sconti. Per la stessa ragione, però, è usato nei segnali di pericolo sulle strade: di nuovo quella ambivalenza.

Il Rosso nel Brand Design.

Oh… se usato con particolare attenzione, però, il rosso è un gran bel colore. Anche in un Logo. La giusta sfumatura, come detto, può comunicare passione, energia, calore, amore; inoltre, visto che ci fa battere più forte il cuore, stimola l’appetito. Non è un caso che sia applicato molto spesso nell’industria alimentare.

La raccomandazione è di usarlo con cautela, facendo attenzione al tono che si sceglie di applicare e, magari, affiancandolo ad un colore che ne smorzi un po’ l’aggressività. A meno che voi non siate i Rolling Stones, nel qual caso non avete di sicuro questo problema.

 

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