Perché una Strategia di Brand deve essere molto pratica.

La Brand Strategy è il piano d’azione che studiamo per arrivare a rivestire, con la nostra attività, il ruolo che desideriamo; nella mente, e nel cuore, del nostro Cliente Ideale. Ma un piano, perché sia buono, non è solo teorico. Al contrario: serve che sia molto, molto pratico.

Chissà come sarebbe, oggi, il mondo se tutti i grandi strateghi del passato si fossero limitati a pianificare, senza mai passare all’azione. Se i vari Giulio Cesare e Scipione l’Africano avessero solo detto ai loro comandanti “ehi, sarebbe fico invadere la Gallia” o “pensa che roba se conquistassimo il nord Africa” ma poi, invece di passare all’azione con le loro strategie militari, avessero offerto a tutti un giro di Spritz e buona notte.

Chissà come sarebbe, oggi, il mondo se tutti i grandi artisti del passato si fossero limitati a immaginare, senza mai passare all’azione. Se Michelangelo la Capella Sistina l’avesse solo progettata ma poi, invece di impugnare colori e pennelli, avesse preferito un pomeriggio sul divano a guardare Netflix.

Assurdità temporali a parte, cosa succede se i grandi piani e le grandi idee rimangono solo piani, e idee?

Insomma: una Strategia è buona solo se tradotta in azione.

La Brand Strategy è il piano per costruire la tua reputazione.

Come ben sai, il Brand è il ruolo che una attività riveste per i suoi Clienti Ideali. Per raggiungere degli obiettivi di business, una certa reputazione è più funzionale di un’altra: e per costruirsi proprio quella giusta è necessario studiare un piano di azione.

Se io, ad esempio, voglio essere considerata come la professionista amichevole e sempre disponibile, cercherò di rispondere alle email in un tempo breve e userò pochi tecnicismi impossibili nelle mie caption su Instagram. Giusto?

Certo che è giusto; e tutte queste decisioni le avrò prese in fase di Strategia, cioè ancor prima di battezzare la mia attività, di mostrarla al pubblico; o, in caso di attività già esistenti, quando si rende necessario un Rebrand.

Ma la Strategia non si limita alla teoria.

Come detto, non è mica sufficiente pensare all’obiettivo senza soffermarsi sulle azioni da mettere in pratica per raggiungerlo. Certo, la prima cosa da fare per studiare la Brand Strategy è proprio stabilire il punto di arrivo – come vorremmo essere considerati – ma il lavoro non finisce qui.

In una buona Brand Strategy deve esserci anche almeno una mappa concettuale di tutte le azioni da mettere in pratica per raggiungere il traguardo stabilito.

Ecco perché, già in fase di Strategia, è consigliabile stilare delle linee guida per quanto riguarda lo Stile del Brand, il tuo Tono di Voce; a seconda dei casi, potrebbe essere cosa buona e giusta anche almeno abbozzare un ragionamento sui canali che si useranno per la comunicazione.

Insomma, la Strategia deve comprendere:

• il traguardo: quale reputazione voglio costruire alla mia attività
• l’itinerario: che azioni metterò in pratica per raggiungere l’obiettivo
• gli attrezzi: strumenti come Stile e Tono di Voce

Quando la Strategia è incompleta…

… o, peggio ancora, del tutto trascurata, il Brand è costruito su fondamenta di sabbia e, molto spesso, questo si traduce in grosse difficoltà nel raggiungere i propri obiettivi. Quando un professionista attira Clienti sbagliati, quando non riesce a posizionarsi così come vorrebbe, di solito è proprio perché il Personal Brand reale non coincide con la Strategia teorica – perché è stata affrettata o, in molti casi, del tutto ignorata.

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