Le tasse: ecco come le vivo io.

Dai, possiamo dirlo: le norme fiscali sono una di quelle cose che, dalla testa di un imprenditore o un freelance, non escono mai. In Italia, poi, c’è chi ha una vera e propria ossessione per l’argomento. Ma la verità è che lo affrontiamo dal punto di vista sbagliato.

Le tasse in Italia sono alte? Probabilmente sì.

La percezione che ne abbiamo è peggiore della realtà? Probabilmente sì.

Personalmente, credo che per un piccolo imprenditore il vero problema del sistema fiscale italiano risieda nella sua struttura, che è davvero articolata e – peggio ancora – incerta: ogni anno c’è il rischio concreto che le carte in tavola cambino e quello che è vero un giorno, non lo sia più il successivo.

Però, quando parlo con amici o parenti che, in qualche modo, fanno “impresa” in Italia, l’argomento più dibattuto è di solito sempre lo stesso: quante tasse paghiamo.

Cosa pensiamo delle tasse.

L’idea comune è che versare questi balzelli allo Stato equivalga, detto senza troppi giri di parole, a buttare via i propri soldi. Vero? Quante volte lo hai sentito dire (o detto)?

Non ho una vera cognizione della realtà negli altri Paesi, ma credo che sia molto diversa. Però so che in Italia le cose stanno così: non abbiamo la percezione di un ritorno, in servizi, di quel che versiamo nelle casse dello Stato. Cos’è poi questo strano organismo, lo Stato?

Ne parliamo come se fosse una specie di creatura uscita da un romanzo fantasy, che ingoia dobloni d’oro. Non siamo affatto abituati a pensare allo Stato come a… noi stessi. Che, invece, è proprio la realtà.

Cosa rappresentano, invece, le tasse.

Non ho trovato informazioni relative al 2019 – probabilmente i conti ufficiali dovevano ancora uscire quando ho scritto questo articolo. Nel 2018, però, le tasse che gli italiani hanno pagato sono state redistribuite, più o meno, così:

  • il 21% è servito per finanziare le Pensioni
  • il 20% è stato investito nella Sanità pubblica
  • l’11% è servito per coprire il Debito pubblico
  • il 10% ha finanziato scuole e Istruzione pubblica
  • il 9% è andato alla Difesa
  • l’8% ha mandato avanti la pubblica Amministrazione
  • il 5% è stato investito nei Trasporti pubblici
  • il 2,5% è stato destinato a Cultura e Sport.

Insomma, possiamo affermare che – contrariamente alla generale percezione – le Tasse che versiamo allo Stato sì, ci tornano indietro. Il punto è che non ci facciamo caso.

Ora… voglio forse dire che il Sistema è perfetto e siamo noi, brutti e cattivi, che non vogliamo proprio accorgercene? No, non lo voglio dire. Ci sono sprechi, ci sono difetti, ci sono ampi margini di miglioramento. Ma, detto questo, l’affermazione che pagare le tasse equivalga a buttare i propri soldi è comunque eccessiva. Pensiamoci, quando viaggiamo in metropolitana; quando accompagniamo il nonno a fare il vaccino anti-influenzale; quando portiamo il bimbo a Scuola.

Se proprio c’è qualcuno che ti sta rubando i soldi è quella persona che, molto candidamente, ti dice “80€ senza fattura, altrimenti son 150€”.

Come gestisco io le tasse come freelance.

Che poi a te, magari, del mio punto di vista sulle tasse te ne fregava anche poco.

Quello che può esserti utile, invece, è sapere come le gestisco praticamente.

Intanto, cerco di considerarle per quello che sono: soldi non miei.

Passano attraverso il mio conto corrente, ma in realtà non mi appartengono.

Un’altra cosa che vedo di ricordare è questa: non sono io a pagare le tasse, in realtà le pagano i miei Clienti. Sì, lo so cosa vuoi dirmi ora: eh, ma quando io faccio i miei prezzi devo tenerli un po’ più bassi di quanto vorrei perché altrimenti, poi, una volta aggiunte le imposte il costo finale sarebbe eccessivo per il Cliente. Sì, è vero… fino a un certo punto. Sono dell’idea che dovresti sempre chiedere, per i tuoi prodotti o servizi, il valore che gli attribuisci. Se il Cliente ritiene che ciò che offri sia perfetto per lui, pagherà il prezzo.

Detto questo, e visto come considero le tasse, io le gestisco in questo modo:

  • alla fine nel mese calcolo esattamente quale è la cifra che dovrò versare allo Stato
  • mi segno la cifra e la considero intoccabile.

Quei soldi non sono miei quindi non li posso spendere. Punto.

Questo mi mette al riparto da brutte sorprese ma, soprattuto, mi aiuta a tenere a mente la vera natura delle tasse.

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