Lavorare sulle Radici.

Questa è la traduzione letterale di “Nemawashi”, uno di quei termini giapponesi che nascondono un significato molto più profondo di quel che le parole lasciano intendere. Vuol dire dedicarsi al tuo progetto con cura e amore, a partire da ciò che lo nutre e lo rende unico: te.

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Il mio nome è Giulia, ma ho scelto Nemawashi per battezzare la mia attività perché esprime in pieno la mia filosofia, la mia etica e anche la mia Missione: sono qui per aiutarti a mettere radici forti e coltivare il tuo business, con la dedizione e la gentilezza che si riservano ad un fiore bellissimo.

Sono convinta che il segreto del successo, se mai ne esiste uno, è essere fedeli a noi stesse prima di tutto; a ciò in cui crediamo e che sentiamo essere importante per noi. Sono convinta che qualsiasi progetto è realizzabile. E sono convinta che possiamo coltivare, insieme, la tua idea e il tuo business.

Ti offro creatività e strategia, empatia e razionalità. Sono sempre stata in bilico fra questi estremi, finché un giorno non ho capito che era un equilibrio tutto mio, ma che poteva tornare utile a chi, come te, sente il bisogno di unire intuito e pragmatismo, visione e pianificazione, emozioni e strategia. 

Credo che ognuno di noi abbia qualcosa di speciale da offrire al mondo e se tu senti che è arrivato il momento di esprimere la tua unicità per realizzare la tua visione… beh, non vedo l’ora di conoscerti.

Sono romana ma vivo in Toscana; sono bionda e sono una curiosa cronica

Ho un animo nomade perché non c’è niente al mondo che non vorrei esplorare, scoprire e conoscere. Mi interesso allo stesso modo di colori e di psicologia; di astrofisica e di spiritualità; di storia e di design. 

Sono affettuosa e sentimentale ma do grande importanza ai miei momenti di solitudine. Sono attaccata alle mie tradizioni e mi piace crearne di nuove. Credo nella grammatica e nella comunicazione.

Sono bilancia ascendente aquario, penso che armonia e bellezza non possano che farci bene e sono convinta che non esistano schemi, regole o sistemi adatti a tutti; credo che sia giusto trovare i nostri schemi, le nostre regole, i nostri sistemi.

E credo che esprimere quel che siamo è il miglior modo che abbiamo per prenderci cura di noi stessi, e dello spazio intorno a noi.

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Mi piace

mangiare con le bacchette
parlare la lingua locale
il rock
Amy di Piccole Donne
i ravioli al vapore con pollo e amaranto del mio ristorante cinese preferito
l’opera lirica
i film catastrofici
le biografie di donne cazzute
i documentari naturalistici
la voce di Eddie Vedder
la prima fila ai concerti
l’onestà, il rispetto, la determinazione
le colazioni lente e silenziose
i boschi e le montagne
la pizza sul divano quando gioca la Roma
l’autunno

Non mi piace

la frase “eh, ma come si mangia in Italia…”
la frase “non ho nulla contro di loro, però…”
la frase “tanto fanno tutti così, e allora…”
la frase “non per lamentarmi, però…”
le spiagge affollate
lo spumante dolce
la cioccolata al latte
chi pensa di essere più furbo degli altri
chi piega le pagine dei libri per tenere il segno
chi canta le canzoni senza sapere le parole
i film catastrofici

Credo

che a sorridere di più, ringraziare più spesso, abbracciare più forte si possa davvero cambiare un po’ il mondo
che l’onestà , la passione e lo spirito di condivisione siano il motore dell’evoluzione

Cosa ho fatto
e cosa faccio.

Quando dico che tutto il mio percorso serviva a prepararmi a creare Nemawashi Studio, lo intendo sul serio. Ed è un’affermazione non da poco, perché di strane giravolte ce ne sono state! Tipo quando ho mollato il Classico dopo una settimana perché, ragazzi, la verità è che il mio posto era l’Artistico. O come quando, dopo mesi di preparazione per passare l’esame di ammissione con un gran bel punteggio, ho lasciato la facoltà di Ingegneria Energetica per una scuola di Comunicazione e Marketing.

L’idea che non avrei mai trovato il “mio posto” mi ha tormentato per anni, finché non mi è venuto in mente che, magari, quel posto è dinamico e in continua evoluzione. Non è un pensiero bellissimo?

Per un po’ mi sono sentita a casa nell’Agenzia di comunicazione in cui ho lavorato per cinque anni; salvo, poi, iniziare a stare stretta anche lì. Non è che avessi proprio deciso che volevo fare la freelance; ma rifiutavo tutte le condizioni che non fossero assolutamente in linea con la mia etica e… guarda un po’, mi è toccato crearmi da sola quel posto di lavoro

Mi piace assaporare la creatività, la passione e l’energia di chi ha scelto di inseguire un sogno; di chi si è dato il permesso di credere di poter realizzare qualunque cosa; di chi ha deciso le proprie condizioni e su quelle non ha mai più negoziato

Ora la mia Missione è aiutare queste persone – imprenditori, artigiani, creativi, professionisti – a mostrare il proprio valore. Lo faccio con uno strumento chiamato Branding: quella cosa che, se usata bene, permette di conquistarsi un posticino di rilievo nel cuore delle persone giuste, dei propri Clienti Ideali.